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MENOPAUSA È

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MENOPAUSA È

La menopausa “non è una malattia ma semplicemente un’altra fase della vita”, un’epoca caratterizzata da importanti cambiamenti che non sempre originano da eventi correlati alla malattia.

I cambiamenti di cui si parla sono fisiologici ed accompagnano la signora alla fine del periodo riproduttivo con mutamenti ormonali e ripercussioni anche significative sull’universo femminile.

La salute e la qualità della vita della donna dopo la menopausa rappresenta un tema di attualità sempre più importante. Infatti al giorno d’oggi più del 95% delle donne raggiunge l’età della menopausa, con un’ulteriore aspettativa di vita superiore ai 30 anni. Da ciò si evince la necessità di porre attenzione alle esigenze di queste pazienti, analizzando i disturbi che si verificano in questa particolare fase della vita, dei quali i più manifesti sono i disturbi vasomotori ossia le comuni “vampate di calore” hot flashes, in una percentuale circa del 65% caratterizzate da sudorazione eccessiva soprattutto durante le ore notturne arrecando disturbo al salutare riposo con inevitabili modificazioni del tono dell’umore ed della quotidianità della vita.

A quale età cessa l’attività ormonale dell’ovaio?

Tra i 48 e i 52 anni, un esordio precoce sembra dipendere da fattori genetici, razziali, sociali, cattive abitudini quali il fumo di sigaretta, l’alimentazione scorretta, l’abuso di alcool, indice di massa corporea inferiore alla norma ed un’inadeguata attività fisica.

La carenza ormonale determina nella maggior parte delle donne in menopausa (e a volte già in premenopausa) manifestazioni vasomotorie classicamente definite “scalmane” sensazione di calore al viso spesso accompagnate da sudorazioni importanti che, se  notturne disturbano il buon sonno e quando diurne possono interferire pesantemente con la vita lavorativa e sociale. Strettamente legati alla presenza di vampate di calore sono altri sintomi quali astenia, nervosismo, alterazioni del tono dell’umore, che possono sfociare in un profondo disagio fisico e psichico .

In alcuni casi è presente una drastica diminuzione della libido, riferita dalle donne come qualcosa di particolarmente frustante che associata alla secchezza ed al prolasso vaginale (spesso presenti), determinano difficoltà nei rapporti sessuali, con dolore, bruciore, prurito compromettendo gravemente la loro vita di relazione.

Tutto questo è collegato alla perdita del turgore, della elasticità delle mucose genito – urinarie, alla perdita della capacità contrattile di queste strutture in quanto nella biologia molecolare della uretra, della vagina, dell’utero e della vescica esiste un unico denominatore e cioè la medesima origine embrionale.

Un problema particolarmente sentito dalle Signore in Menopausa è l’incontinenza urinaria sia la IURG incontinence che la IUS incontinence ossia la perdita di urine sia a seguito si uno sforzo come una corsa, lo starnuto o il semplice colpo di tosse costringendo le donne all’utilizzo di dispositivi di protezione, che la perdita spontanea dell’urina ancor prima di raggiungere la toilette. E tra i problemi genitourinari, le infiammazioni delle vie urinarie comunemente denominate cistiti anche ricorrenti sono un problema anche per la semplice quotidianità comportando l’assunzione di farmaci per la risoluzione dell’infezione.

Recettori per gli estrogeni sono presenti anche sulle mucose dell’occhio, infatti in menopausa può insorgere la famosa sindrome dell’occhio secco (la sensazione di sabbia nell’occhio) che si traduce in secchezza oculare proprio per la carenza degli ormoni sessuali femminili. Anche il tessuto connettivo, ne è ricco infatti in questa epoca di vita avremo la pelle che tende ad assottigliarsi, la compromissione delle articolazioni tutte, ma in particolare dei dischi intervertebrali, quei cuscinetti interposti tra una vertebra e l’altra che hanno lo scopo di ammortizzare, i traumi vertebrali ed i fenomeni di sfregamento delle vertebre fra loro con inevitabile usura.

Anche il sistema cerebrale beneficia nel periodo fertile della presenza dei recettori per gli ormoni sessuali femminili e la scomparsa di questi con il sopraggiungere della Menopausa crea non pochi disagi alla Signore che lamentano la diminuzione della memoria fino alle situazioni più importanti quali la Malattia di Alzheimer(AD) in epoca precoce.

Altro ambito interessato dalla carenza e scomparsa degli Ormoni sessuali femminili è il Tessuto connettivo con manifestazioni fastidiose e quanto mai invalidanti come dolori muscolo-articolari migranti.

Grande importanza rivestono anche i recettori presenti sull’endotelio dei vasi sanguigni, e il relativo aumento delle patologie cardiovascolari dopo il cessare dei cicli mestruali.

Sono considerati effetti sistemici della carenza di estrogeni le Modificazioni cardiocircolatorie e biofisiche, in particolare diminuzione dell’elasticità delle arterie, con successiva Ipertensione arteriosa e conseguenzialmente il manifestarsi della Sindrome Cardiovascolare

Qual è il ruolo del ginecologo in questo contesto?

Noi Ginecologi abbiamo il dovere di aiutare le donne a recuperare un po’ della loro serenità, del loro benessere, della loro femminilità ed abbiamo i mezzi idonei per farlo sia farmacologici che non , perché per quanto demonizzata sia stata e sia a tutt’oggi la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS), quando non vi siano controindicazioni rimane sempre il trattamento più efficace per correggere e trattare gli squilibri correlati alla menopausa e per il mantenimento degli organi e tessuti (e sono tanti!) sensibili alla carenza estrogenica.

“Scusi, dottore, ma lei è favorevole o contrario alla Terapia Ormonale Sostitutiva?” Non è il titolo di un vecchio film sul divorzio, ma la domanda che, sempre più spesso, i medici si sentono rivolgere dalle loro pazienti.

La menopausa non è un indicazione al trattamento farmacologico ma lo sono i sintomi della Menopausa.

A tale proposito ci tengo a puntualizzare che la donna che necessita e richiede la terapia ormonale sostitutiva deve essere indagata con esami ematici quali il profilo emo-coagulativo completo, a cui la visita ginecologica, l’ecografia trans vaginale, il pap test e la mammografia. Soltanto dopo aver preso visione di questi esami allora sarà possibile instaurare un’adeguata TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva), che dovrà essere ovviamente personalizzata a seconda della paziente che abbiamo davanti e bilanciata di Estrogeni e Progestinici nelle Signore con utero mentre quelle senza utero si ricorda che il Progestinico non occorre. L’esempio della sarta che per fare un abito può usare la stessa tela ma il modello varia a seconda del fisico della persona può essere molto calzante.

Abbiamo a disposizione la via di somministrazione orale, le classiche compresse, ma oggi quella che preferiamo soprattutto in particolari situazioni è quella transdermica, fatta di gel o spray e dei vecchi e buoni cerotti. Se non vi sono indicazioni mediche per prescrivere una formulazione piuttosto che un’altra, la donna sceglierà quella a lei più comoda.

Per quanto riguarda il dosaggio, usare sempre la dose minima efficace.

Tra i vari progestinici a disposizione sono da preferire quelli con effetti mineral corticoidi minimi o assenti e con miglior impatto sulla ghiandola mammaria.

Il messaggio è: utilizzare il dosaggio minimo efficace, eventualmente possiamo sempre modificarlo adattandolo alle singole esigenze.

Gli estrogeni esercitano un effetto protettivo nei confronti del sistema cardiovascolare agendo positivamente sull’HDL (colesterolo buono). Infatti mantengono elevato il Colesterolo HDL contribuendo così a mantenere le arterie pulite, vantaggio tipicamente femminile che viene perso con l’inizio della menopausa.

Gli ultimi dati statistici raccolti in Italia riportano che per le donne dopo i 50 anni la principale causa di morte non sono i tumori, l’Alzheimer o l’osteoporosi, ma le patologie cardiovascolari, che determinano il 54% dei decessi, infatti il 49% delle donne in menopausa è iperteso, il 38% ha un valore di Colesterolo Totale superiore a 240 mg/dL, il 30% è obeso, il 10% diabetico e il 33% soffre di Sindrome Metabolica. A questi dati si aggiungono anche aspetti relativi allo stile di vita che non sono incoraggianti: il 14% fuma e una donna su 2 non fa attività fisica.

 

Sintomi da carenza androgenica

Disfunzioni sessuali

Riduzione o perdita del desiderio e della sensibilità sessuale

Diminuita eccitabilità e capacità di orgasmo

Diminuzione di energia vitale e di benessere

Perdita del tono muscolare

 

Effetti locali

GSM

Atrofia delle pareti della vagina

(secchezza- facilità alle vaginiti-

dispareunia, prurito)

Atrofia mucosa vescico-uretrale

(disuria- pollachiuria incontinenza urinaria)

Atrofia e assottigliamento fascia pelvica (prolasso- incontinenza urinaria)

 

Per una corretta TOS Terapia Ormonale sostitutiva è molto importante:

Accurata valutazione delle Pz con trattamento delle donne sintomatiche ed accurato timing e personalizzazione poiché non esiste un dosaggio standard per tutte le donne.

 

Quando non è indicata

Sanguinamento uterino anomalo non investigato Carcinoma della mammella

Carcinoma endometriale ormono sensibile tipo I Iperplasia endometriale non trattata

Patologia coronarica e cerebrovascolare (ad es. angina, infarto del miocardio, ictus)

Tromboembolia venosa (trombosi venosa profonda, embolia polmonare)

Malattie epatiche croniche o in atto, fino al ritorno alla normalità dei test di funzionalità epatica

Porfiria cutanea tarda

Otosclerosi Ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti

Rifiuto della donna informata

 

RIMEDI NON ORMONALI

Estratto di polline, naturale, tramite la riduzione dei livelli di Serotonina agisce positivamente sulla sindrome vasomotoria

Gli estratti di cimicifuga sono utilizzati principalmente per la cura dei disturbi del climaterio, in particolare le vampate di calore.

Trifoglio rosso

Una pianta contenente elevate quantità di fitoestrogeni

 

La MHT non deve essere consigliata a tutte le donne

DEVE ESSERE INIZIATA prima POSSIBILE Dose minima efficace

TERAPIA ESTROGENICA LOCALE A BASSE DOSI

 

Colesterolo Tot

Diminuzione delle HDL

LDL

Trigliceridi

ESTROGENI

Lpα

Ridotta vasodilatazione

Vasocostrizione

Resistenze Vascolari

Ridotto Inotropismo Cardiaco

Bilancio Coagulativo

Ridotta tolleranza Glucidica

 

Già in perimenopausa aumenta il deposito di grasso corporeo viscerale che è maggiormente responsabile della patologia cardiovascolare

 

1821 Charles Pierre Louis de Gardenne nella prefazione alla sua opera dedicata all’età “critica delle donne” propose di usare la parola “ménopause” e la inserì nel titolo del libro:

De la ménopause ou de l’âge critique des femmes”.

 

SE LA VITA COMINCIA A 40 anni (COME CI PIACE CREDERE) A 50 SIAMO ANCORA ALLA SCUOLA ELEMENTARE DUNQUE… IL SECONDO GIRO DI BOA DEGLI ANTA RAPPRESENTA UN MOMENTO DI BILANCI, RIFLESSIONI, la CONSAPEVOLEZZA CHE QUALCOSA È CAMBIATO